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mag 17, 2013 | Postato da: admin

IL CORPO COME COUNSELOR

Arriviamo a un party. L’ingresso, i primi saluti… basta un lampo di tempo per sapere dove dirigerci: “No al buffet non vado, non ho voglia di incontrare subito Marta. Poi magari inizia a parlarmi di quel lavoro… Vado invece dove c’è Irene. Sento che lì si ride…”. Nel giro di pochi secondi decido la mia azione: se rimanere in piedi o sedermi, chi abbracciare e chi invece salutare solo con un cenno del capo. Non mi accorgo (anche perché non è umanamente possibile) dei miliardi di informazioni che, dal momento in cui sono entrata nella sala, ho cominciato a processare. (continua…)

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mag 15, 2013 | Postato da: admin

RESPIRIAMO LE NOSTRE RISORSE

Anche in un momento di dolore o di sofferenza mentale è possibile trovare un’area del corpo in cui ci sentiamo bene, oppure un ricordo, un luogo in cui siamo stati bene. Sintonizzarsi sulle risorse è un passo importante per creare un senso di sicurezza in noi stessi, per creare uno spazio di amore e accoglienza.

Siedi in una posizione comoda e confortevole e prendi un respiro profondo. (continua…)

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mag 02, 2013 | Postato da: admin

SORRIDI, CAMMINA, RALLENTA

di Thich Nhat Hanh

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La vita quotidiana è organizzata in modo tale che ci sentiamo spinti a muoverci continuamente. Dobbiamo sbrigarci. Ma di rado ci chiediamo dove stiamo correndo. Nella meditazione camminata, in pratica state andando a spasso. Non avete nessuna meta e nessuna direzione, né nel tempo, né nello spazio. Lo scopo della meditazione camminata è di fare meditazione camminata. L’importante è camminare, non arrivare. Non si tratta assolutamente di un mezzo per raggiungere una meta: è già la meta. Ogni passo è vita, ogni passo è pace e gioia. Quindi non c’è nessuna fretta. Camminiamo adagio apposta. Sembra che procediamo, ma non stiamo andando da nessuna parte. Non siamo incalzati da nessuna meta. Per questo, camminando , sorridiamo. (da Essere Pace, Ubaldini)

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apr 25, 2013 | Postato da: admin

LA GERLA DI PIETRE di claudio castellani

Un monaco guardava il suo mulo, che trasportava sacchi di farina verso il monastero dov’era diretto. Il mulo era schiacciato dal grande peso, ma camminava senza lamentarsi, un passo dopo l’altro. Il monaco era impietosito dalla fatica che stava compiendo l’animale e non sapeva che cosa fare per aiutarlo. Il sole stava tramontando e il cammino era ancora lungo. Quando fu notte il monaco trovò un luogo riparato dal muro di una vecchia casa in rovina, raccolse un po’ di legna e si preparò a trascorrere la notte dormendo all’aperto, accanto al piccolo fuoco che era riuscito ad accendere. Per dare un poco di sollievo al mulo, scaricò dalla sua groppa i pesanti sacchi della farina. Il mulo se ne stava lì, tranquillo, e brucava l’erba che cresceva folta. (continua…)

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