mag 17, 2013 | Postato da: admin

IL CORPO COME COUNSELOR

Arriviamo a un party. L’ingresso, i primi saluti… basta un lampo di tempo per sapere dove dirigerci: “No al buffet non vado, non ho voglia di incontrare subito Marta. Poi magari inizia a parlarmi di quel lavoro… Vado invece dove c’è Irene. Sento che lì si ride…”. Nel giro di pochi secondi decido la mia azione: se rimanere in piedi o sedermi, chi abbracciare e chi invece salutare solo con un cenno del capo. Non mi accorgo (anche perché non è umanamente possibile) dei miliardi di informazioni che, dal momento in cui sono entrata nella sala, ho cominciato a processare. “Tutte queste decisioni le prendo senza pensarci, è il corpo che mi guida nello spazio fisico e sociale”, spiega Francesca Castaldi, insegnante di Focusing in California e a Milano. Il Focusing, così come gli altri approcci terapeutico-educativi di cui parliamo in questo articolo, è un metodo che ci permette di avere accesso proprio alle informazioni che normalmente rimangono implicite, non arrivano cioè alla coscienza. Come hanno dimostrato con chiarezza neuroscienze e psicofisiologia, il corpo conosce le situazioni e pensa. Ma come è possibile accedere a questa saggezza? di Rosella Denicolò

 “Innanzitutto rallentando”, spiega ancora Francesca Castaldi. “In una seduta di Focusing possiamo, per esempio rivedere e risentire un processo decisionale che è stato istantaneo. Si stabilisce insomma un dialogo con l’intelligenza del corpo per sentire cosa ci aiuta e cosa no, cosa ci fa bene e cosa ci fa male”. Rallentare significa aumentare la possibilità di percepire, di cogliere cioè le differenze. E’ il primo requisito per trasformare il nostro corpo in un alleato. Il secondo è aumentare l’autopercezione. “La capacità di autopercezione si costruisce decostruendo le tensioni croniche che hanno cristallizzato i nostri equilibri”, spiega Luciano Marchino, direttore dell’IPSO (Istituto di Psicologia Somatica). “Per il nostro sistema nervoso una tensione cronica è un messaggio sempre uguale, una sorta di rumore di fondo che diventa muto, silente. Decostruendo queste tensioni, per esempio attraverso l’analisi bioenergetica, l’organismo torna a riconoscere le differenze e la sensibilità aumenta”. Una delle cose più interessante degli approcci somatici è il dialogo che si intesse tra il corpo e le parole, tra codice non verbale e verbale. “Nel counseling somatorelazionale non presto attenzione solo alle parole, ma a tutto ciò che mi sta dicendo il corpo del cliente. Sento per esempio stanchezza durante una seduta. Invece di trascurare questo vissuto gli do la massima importanza e lo considero un elemento prezioso di cui parlare, se è il caso, con il cliente. Quella stanchezza può essere insomma un simbolo della relazione, un evento che può aprire nuovi scenari e possibilità”.

 

Counseling Somatorelazionale, Focusing, Somatic Experiencing, Craniosacrale Biodinamica: quattro approcci diversi che hanno però molte idee in comune. Una di queste è che i concetti non stanno solo nella testa, e che i pensieri del corpo sono preziosi per la nostra salute.)

 

Counseling Somatorelazionale

Cos’è: un nuovo metodo elaborato dall’Istituto di Psicologia Somatica di Milano che si basa sulle recenti acquisizioni delle neuroscienze, sull’esperienza dell’Analisi Bioenergetica e l’approccio rogersiano. A cosa serve: ad aprire nuove prospettive in un momento difficile della propria vita. A trovare soluzioni più funzionali, e una nuova alleanza con il proprio corpo. Come funziona: le sedute individuali e di gruppo mettono al centro le informazioni che il corpo invia. L’interazione verbale è integrata con esercizi fisici e un’attenzione particolare alla respirazione. Sul metodo somatorelazionale: Counseling,(Frassinelli)  scritto da Luciano Marchino e Monique Mizrahil.

Focusing

Cos’è : un approccio di pensiero corporeo creato dal filosofo americano Eugene Gendlin. A cosa serve: a ripulire la mente dai pensieri invasivi e accedere direttamente alle risorse del corpo. Come funziona: durante sedute individuali si crea uno spazio per portare l’attenzione all’interno e incontrare le sensazioni che si presentano. Queste sensazioni, definite felt sense, sono significative e possono essere collegate a immagini e parole. Nel momento in cui avviene questa connessione il corpo si rilassa e si apre a nuove opzioni.

Somatic Experiencing

Cos’è: un approccio di guarigione del trauma, elaborata dall’americano Peter Levine. A cosa serve: a guarire dalle conseguenze di traumi anche lievi come un incidente o un intervento chirurgico. Come funziona: nelle sedute individuali la persona viene guidata a riprendere contatto con l’esperienza traumatica attraverso un processo molto lento, durante il quale si rimane in costante contatto con le risorse.

Craniosacrale Biodinamica

Cos’è: un lavoro corporeo basato sulle scoperte dell’osteopata William G. Sutherland e sull’esperienza della scuola craniosacrale inglese Karuna a indirizzo buddista. A cosa serve: a facilitare i processi di guarigione dell’organismo e la sua tendenza naturale verso l’equilibrio e la salute. Come funziona: in sedute individuali dove il dialogo con il corpo si sviluppa attraverso il tocco e attraverso un’interazione verbale che si basa su accettazione, autenticità, empatia.

 

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